I viaggi di Gulliver

Purtroppo per motivi di salute, anche per motivi di lavoro, nel corso degli anni non sono mai riuscito a fare tutti i viaggi che ho desiderato fare quando ero giovane. Eppure, i racconti di viaggio restano e saranno sempre una parte importante della mia adolescenza in quanto, nel corso degli anni, ho sempre amato leggere di questo genere di libri in quanto riuscivano a rappresentarmi e trasportarli in maniera piacevole, in un mondo parallelo, in cui io potevo riuscire a distrarmi senza pensare ai miei problemi e le angosce tipiche dell’adolescenza che ho trascorso.
Devo dire che comunque quando sono un po’ cresciuto questo genere di libri mi hanno un po’ iniziato a stancarmi e, quindi, per un lungo periodo non li ho più letti fino a quando, nel corso di questo mese, non ho trovato l’occasione di leggere ancora una volta i viaggi di Gulliver“. Il capolavoro di Swift viene molto inteso come un libro per ragazzi ma in realtà, io sono convinto, che si tratti di un classico della letteratura che deve essere sottolineato e pensato come uno dei libri più grandi mai scritti nella storia della letteratura mondiale.
I viaggi di Gulliver è un libro che mi piace molto in quanto comunque mi dà la possibilità di affrontare quelle che sono le tematiche del viaggio senza mai scadere nel banale come, invece, molti libri che raccontano dei diari di viaggio rischiano di diventare.
Inoltre, puoi immaginare tutte le parodie, nonché, i mondi utopistici e fortemente allegorici di questo libro che suscitano da sempre nella mia immaginazione dei sentimenti molto piacevoli e, che nel corso del tempo, ho ritrovato anche rileggendole più volte. In questo mese, quindi, ho riletto questo classico della letteratura e mi sono soffermato soprattutto su quella che è la parte del romanzo in cui si parla di Lilliput. Ogni volta che Gulliver cambia città per il proprio viaggio allora anche l’umore di chi legge diventa differenze di conseguenza sia una versione diversa di un libro che ami le aspetti mille facce ed un solo cuore.
È proprio la prima parte del romanzo e subito, secondo me, si entra nel vivo quando inizia il racconto in maniera molto pratica e diretta. I Lillipuziani sono un popolo che mi hanno sempre affascinato in quanto ho sempre immaginato questo particolare mondo gli uomini alti 15 cm impegnati a combattere su vari fronti.
Ovviamente i significati sono molteplici, ed io ho cercato di analizzare i turchi nel corso degli anni, ma ogni volta che lo leggo mi rendo conto che la mia visione di questo libro cambia e suscita un nuovo sentimento ed un nuovo importante momento in cui io posso confrontarmi con la bellezza straordinaria della sintassi, della grammatica, degli ossimori con cui questo libro è stato realizzato in maniera davvero sapiente, artisticamente impeccabile.

Io uccido

Ho letto migliaia di libri ma resto sempre un appassionato del genere thriller. Nel corso degli anni ho letto libri provenienti da ogni tipologia di continente ma sono sempre rimasto affascinato dalla letteratura italiana e da tutti gli autori emergenti.
È proprio con questo spirito che mi sono avvicinato alla letteratura thriller italiana, ed ho scoperto mano a mano che il mio libro preferito è “Io uccido”. Questo libro è stato scritto da Giorgio Faletti nel 2002, ed è un tipo di romanzo thriller noir e giallo, ambientato nel Principato di Monaco ed ha come protagonista Frank Ottobre insieme ai protagonisti Nicolas Hulot e Cloude Morelli.
Quello che mi ha colpito di questo libro il modo in cui è stato scritto, con una semplicità tale da sembrare quasi un racconto, molto semplice ma, invece, si arricchisce di numerose trame e contenuti davvero stupefacenti.
Il romanzo, come dicevo, è ambientato nel Principato di Monaco e il silenzio viene subito rotto dalla voce radiofonica del dj Jean Loup Verdier. La cosa più bella del libro, forse, il fatto che ci sono degli inserti in cui a parlare è proprio l’assassino che rappresenta il suo punto di vista della storia e lo fa anche nei momenti più importanti del racconto come quello in cui uno dei protagonisti muore.
Che i personaggi poi sono molto caratterizzati e le loro personalità vengono fuori anche da semplici movimenti che l’autore sa raccontare senza peli sulla lingua le descrizione, che sono soprattutto sensazionale, non si fermano semplicemente a quelle che possono essere delle caratteristiche fisiche.
È stato anche molto bello il modo in cui la storia si dispiega ed anche il finale tutt’altro che prevedibile mentre, invece, la sorpresa è sempre dietro l’angolo del possibile, scoprire sempre novità e colpi di scena che non deludono il lettore.
E per questo motivo che “Io uccido” è uno dei romanzi da me preferiti e che spesso rileggo con piacere. Io penso che sia stato realizzato con una maestria senza precedenti e dovrebbe avere un posto di maggiore rilievo tra i thriller italiani più amati e letti di sempre.

La dieta del dottor Mozzi

Da quando non sono più impegnato quotidianamente nella mia attività lavorativa di insegnante, che comunque prevedeva una serie di ritmi differenti per la mia vita, ho iniziato a mettere un po’ su il peso.
La mia battaglia con la bilancia oramai va avanti da circa 5 anni, sebbene prima riuscivo a mangiare qualunque cosa senza mai sposare i miei limiti da un punto di vista fisico, adesso basta poco invece per andare ben oltre quei limiti.
Ecco perché ho deciso di combinare la mia passione per la lettura con qualcosa che possa aiutarmi con questo problema che a poco a poco sta diventando davvero grave per la mia vita e per la mia salute.
Ho iniziato, quindi, a cercare nella libreria telematica quale potesse essere un tipo di testo che poteva darmi una mano in questo senso, che mi aiutasse a mangiare in maniera sana e rispettosa della mia nuova tipologia di vita, ma devo dire che già la scelta non è stata facile comunque, infatti, ci sono numerosi libri su questo tema e non sempre mi ispirano fiducia anche solo guardando nella copertina.
Alla fine ho fatto la mia scelta ed ho deciso di leggere “La dieta del dottor Mozzi” che si basa, com’è il sottotitolo svela, sui gruppi sanguigni e sulle combinazioni alimentari. Ho trovato questa lettura molto interessante in quanto, infatti, è un noto scrittore e ti garantisce in che modo riuscire a perdere peso cambiando in maniera definitiva il proprio regime alimentare.
In particolare il libro mi è stato molto utile anche per riuscire ad avere altre informazioni sulla lista del sangue che si basa proprio sui livelli del proprio organismo e, quindi, si stabiliscono tutta la serie di alimenti che possono essere consigliati e sconsigliati in quanto ci sono i parametri stabiliti a seconda dei particolari determinati dal professore Mozzi.
La cosa che ho apprezzato molto in questo tipo di libro e che, in qualche modo, riesci a dare dei consigli utili per evitare e prevenire malattie come il diabete, ma anche per combattere i sintomi di alcune altre patologie molto fastidiose come ad esempio l’ipertiroidismo oppure l’ipotiroidismo che, ovviamente, sono dei disturbi che vanno ad influire su quella che è la vita di tutti i giorni.
Secondo alcuni consigli pratici, successivamente da parte, del professore Mozzi sono riuscito anche a cercare di mantenere sotto controllo il mio peso, ma è anche vero che sotto altri aspetti ho trovato questo libro un po’ difficile, almeno su determinati passaggi in cui venivano spiegate gli elementi essenziali a cui riferirsi, forse perché non ho una preparazione tale da poter garantire una comprensione rapida di questo genere di argomenti, oppure anche perché magari non avevo mai letto qualcosa di questo tipo di conseguenza. Il risultato più difficile è che effettivamente il senso e riuscire anche ad intendere quale fosse l’obiettivo principale di questo tipo di testo.

Sempre avanti. La mia storia segreta

Dopo aver letto di numerose polemiche a proposito della realizzazione della biografia di un calciatore che aveva osato dire delle cose che non erano piaciute, in maniera particolare, alla tifoseria dell’Inter, non ho potuto fare a meno di leggere il libro per avere una mia idea su tutto l’accaduto.
Per diverso tempo, nel mondo dello sport, non si è parlato di altro che di questo libro che aveva suscitato molto scalpore in quanto, il giocatore, ha raccontato delle parti anche molto spinte rispetto alla sua vita e al rapporto con la società di cui era capitano.
Il libro di cui stiamo parlando è l’autobiografia di Mauro Icardi intitolata “Sempre avanti. La mia storia segreta”, edita da Sperling & Kupfer uscita lo scorso 11 ottobre.
Scritto in maniera piuttosto semplice ed elementare, forse perché destinato ad un pubblico poco avvezzo a questa realtà letteraria, libro scritto comunque abbastanza bene e diventa anche interessante in alcuni punti in cui la storia del giocatore viene ripresa con dei particolari aneddoti.
Proprio uno di questi aneddoti diventa la sua rogna peggiore che gli stava costando anche la fascia di capitano. “Ho trovato il coraggio di affrontare la curva a fine gara, insieme a Guarin. Mi tolgo maglia e pantaloncini e li regalo a un bimbo. Peccato che un capo ultrà gli vola addosso, gli strappa la maglia dalle mani e me la rilancia indietro con disprezzo. In quell’istante non ci ho più visto, lo avrei picchiato per il gesto da bastardo appena compiuto. E allora inizio a insultarlo pesantemente: ‘Pezzo di merda, fai il gradasso e il prepotente con un bambino per farti vedere da tutta la curva? Devi solo vergognarti, vergognatevi tutti’. Detto questo gli ho tirato la maglia in faccia. In quel momento è scoppiato il finimondo”, si legge nel libro ed anche: “I dirigenti temevano che i tifosi potessero aspettarmi sotto casa per farmela pagare. Ma io ero stato chiaro: “Sono pronto ad affrontarli uno a uno. Forse non sanno che sono cresciuto in uno dei quartieri sudamericani con il più alto tasso di criminalità e di morti ammazzati per strada. Quanti sono? Cinquanta, cento, duecento? Va bene, registra il mio messaggio, e faglielo sentire: porto cento criminali dall’Argentina che li ammazzano lì sul posto, poi vediamo”. Subito si scatena il putiferio con tanto di scuse e multa per il giocatore che ha dovuto fare i conti con l’ira della curva per molto tempo.
Il libro ripercorre l’infanzia e l’adolescenza in Argentina, ed attraversa passo dopo passo la storia di tutto il rapporto con la famiglia, gli amici, i compagni. Nell’autobiografica Icardi racconta il suo carattere deciso e ribelle, che non ha mai accettato regole. Mano mano viene anche raccontata tutta la sua carriera calcistica fino all’Inter. I sacrifici e l’importanza della maglia: il suo incontro con Wanda Nara, ora sua moglie e procuratrice, ha dato vita ad una nuova fase della sua vita in cui il giovane talento si è costruito la sua nuova famiglia. Tutto sommato, salvo la caduta di stile e l’azzardato paragone della curva, un libro piacevole e leggero.

Scrittori Top Five

Non posso dire di avere un solo autore preferito, anzi, magari posso pensare di realizzare una mia particolare top five. Sono i giovani scrittori che alla fine ho scelto come miei preferiti in quanto, comunque, ognuno di loro ha delle caratteristiche che apprezzo e, quindi, ridiventa per me una caccia alla scoperta del nuovo tesoro.
Tra i miei scrittori preferiti ci sono anche quelli classici della tradizione letteraria che sono degli intramontabili evergreen. In questa fantomatica top ten c’è innanzitutto Bruce Chatwin. Questo pure è molto apprezzato in quanto, molto spesso, tratta gli argomenti difficili come ad esempio la tratta degli schiavi. I suoi racconti sono crudi e di solito a mescolare un po’ leggenda con la verità.
Spesso il suo stile tende ad essere un po’ lapidario ma comunque è molto abile nel raccontare delle storie, anche se talvolta viene criticato perché abbina degli aneddoti fantasiosi a persone oppure a fatti reali. È anche vero che nelle sue storie è possibile riconoscersi ed apprezzare la propria personalità. Tra i miei autori preferiti c’è anche Ernest Hemingway.
Questo autore è famoso per dei romanzi senza tempo ma io personalmente ho imparato ad apprezzarlo fin dall’adolescenza. Il suo stile è molto particolare in quanto è caratterizzato da l’essenzialità e da un tipo di linguaggio molto asciutto.
Mi piace anche quando, per esempio, i suoi protagonisti, dall’indole soprattutto stoica, sono costretti a dimostrare dei sentimenti e quindi a snaturarsi.
Tra gli autori che preferisco c’è anche Italo Calvino ed in particolare sono innamorata del suo libro “Il barone rampante”. Ha un modo di raccontare le storie, anche paradossali, con una semplicità senza pari, riesce a fare in modo che tutto riviva in maniera pratica anche al di fuori della sua particolare fantasia.
Un autore molto particolare che ho sempre apprezzato è Alessandro Baricco in quanto comunque riesce a rappresentare la storia in maniera molto pratica, è veloce e soprattutto non disdegna mai di approfondire quelli che sono gli aspetti anche più inaspettati della letteratura sotto vari punti di vista.
Infine, forse in maniera inaspettata mi sono scoperto un grande fan di Edgar Allan Poe. Questo autore è un poeta romantico che ha sempre dimostrato nei suoi personaggi e nelle sue storie una grande sensibilità, ed è proprio per questo che mi è sempre piaciuto il modo in cui racconta i sentimenti umani.
Ovviamente ne ho scelto cinque dei miei scrittori preferiti, ma è anche chiaro che sarebbe impossibile elencarli tutti e, quindi, ho scelto quelli che mi stanno più a cuore in questo periodo la mia vita. Il libro e gli autori infatti, sono spesso percepiti anche in base alla propria personalità ed al periodo che si vive.

Pure tu vuoi fare lo chef?

Sono stato sempre molto attratto dall’importanza del gusto e della cucina in quanto comunque si tratta di un elemento essenziale nella vita di ognuno, ed anche perché molto spesso mi cimento a fare nuove ricette e sperimentazione in cucina. Uno dei miei preferiti è il napoletano Antonio Cannavacciuolo.
Famoso in tutta Italia grazie alle trasmissioni di cucina, a cui ha partecipato, ma soprattutto della sua versione italiana di cucine da incubo dove si è anche riscoperto molto simpatico, Antonino Cannavacciuolo, un cuoco premiato con due stelle Michelin, tre forchette alla guida Gambero Rosso e tre cappelli sulla Guida dell’Espresso. Ha lavorato in grandissimi alberghi di lusso fino a quando non ha acquisito la gestione del ristorante Villa Crespi sul Lago d’Orta.
È proprio insieme alla moglie la sua carriera ha preso una vita differente, diventando più interessante dal punto di vista imprenditoriale. Cannavacciuolo ha scritto anche diversi libri in cui racconta senza segreti la sua cucina e la passione per l’arte culinaria dando anche la possibilità al lettore di ottenere qualche sua preziosa ricetta.
Con questo scopo lo scorso mese ho letto il libro “Pure tu vuoi fare lo chef?“, che parla dello chef napoletano e della sua fortunata carriera. Il libro è scritto in un modo abbastanza semplice e scorrevole ma, secondo me, la parte più bella è quella in cui si inizia a entrare nel vivo della sua passione culinaria.
Nella prima parte del libro, infatti, lo chef racconta quello che è il suo rapporto con la cucina e soprattutto in che modo è nata la sua passione. In questi termini viene esaminato il suo rapporto con il padre che, fin da piccolo, aveva iniziato a questa attività trasferendogli tanta cultura in merito al cibo e alle possibilità di combinare sapori in maniera nuova e sempre innovativa.
All’interno del suo libro, lo chef Cannavacciuolo, tende anche a raccontare alcune cose della sua vita privata e lo fa soprattutto analizzando il rapporto che ha con sua moglie, che è suo collega nella vita per la gestione del ristorante.
La parte che preferisco è quella in cui lo chef propone 30 ricette, del suo prezioso ricettario, che ha invidiato in tutto il mondo, in quanto comunque capace di rivisitare i sapori della tradizione in una maniera totalmente originale e innovativa.
Ho trovato questo scritto molto particolare sia per le novità proposte, nell’ambito culinario, ma anche perché comunque lo chef Cannavacciuolo è riuscito a mettersi a nudo e a mostrare una parte di se molto bella, oltre ad avere già la sua inflessibilità nella trasmissione televisiva, che lo ha reso particolarmente famoso in Italia e non solo.
Ovviamente la sua raffinatezza nello scrivere non è proprio il massimo ma è evidente che, nel corso del tempo, la sua voglia di scrivere libri sta sempre di più andando avanti. Infatti, oltre al piatto forte, sono in programma anche un’altra serie di libri che raccolgono le sue ricette in giro per l’Italia da Nord a Sud con tutti i suoi esperimenti svelati nei minimi dettagli.